il Bernareggi:

Assunzione di Maria

Lorenzo Lotto

1527
Tecnica
Tela, 250 x 210 cm

Racconto dell’opera

Il dipinto fu commissionato a Lorenzo Lotto dal caprinese Balsarino Marchetti de Angelini, ricco mercante di panni-lana; inizialmente collocato nella chiesetta del seminario posto a fianco della chiesa di Celana, venne poi conservato come pala d’altare della chiesa intitolata alla Madonna Assunta nella parte absidale all’interno di un’ancona neobarocca. La scena raffigura il momento successivo alla morte e deposizione della Vergine quando si eleva al cielo, secondo un asse centrale verticale. I Discepoli si trovano intorno al sepolcro addolorati per la morte della Madonna, quando improvvisamente vengono illuminati da una luce abbagliante che accoglie il corpo della Vergine e la accompagna in alto nel cielo.

Il racconto si compone sulla tela su tre livelli: nel livello inferiore vi sono i dodici Apostoli raffigurati come semplici popolani floridi, ma avvolti in abiti dagli splendidi colori e che reagiscono con vitalità alla scena di cui sono testimoni. San Pietro è raffigurato di schiena nella parte centrale del dipinto, inginocchiato e con le braccia spalancate in atto contemplativo. Nella parte destra tre discepoli cercano aiuto nella reciproca comprensione dell’evento abbracciandosi. Altri esprimono meraviglia e stupore, il primo a sinistra ha il piede alzato quasi a volere seguire la Vergine. Altri invece controllano il sepolcro ormai vuoto. Tra questi Giacomo il Maggiore con il bordone del pellegrino e le mani unite in preghiera e accanto a lui forse san Tommaso con gli occhiali sembra controllare le rose che sono rimaste nel sepolcro. In basso a sinistra, su un rotolo di pergamena, è riportata la data di realizzazione nell’uso che era del XVI secolo.

La Vergine è posta dentro una mandorla che la accompagna verso l’alto dove la luce diventa sempre più luminosa, la stessa luce che ha illuminato gli Apostoli. La solennità del suo atteggiamento di preghiera, lo sguardo volto verso il Paradiso, dialoga con la vivacità cromatica dell’abito e del manto che indossa. Ultimo livello è il paesaggio quasi concavo e le scene che completano la parte centrale della tela. Il dipinto testimonia gli studi approfonditi che Lotto aveva compiuto sui lavori sia di Leonardo che di Albrecht Dürer e del rinascimento tedesco. La forza espressiva varia e comunicativa dei Discepoli e il chiaroscuro sfumato hanno assonanze leonardesche che rimandano al Cenacolo. Appare invece nella rigidità degli abiti una caratteristica düreriana, mentre del Tiziano è il moto concitato dei personaggi che ricordano la pala dell’Assunta della basilica veneziana dei Frari.

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