La tela, dipinta da Giovan Battista Moroni nella fase tarda della sua produzione, spicca nella sagrestia della parrocchiale di Seriate per la sua immediatezza e chiarezza comunicativa. Il Crocifisso si erge al centro della scena, mentre i quattro Santi si rivolgono al Salvatore in atteggiamento intensamente meditativo. In piedi a sinistra San
Crisogono porta una mano al petto, mentre sorregge con l’altra la spada, accoppiata alla palma ad indicarne la funzione di strumento del martirio. Alla destra della Croce, San Cristoforo viene raffigurato nella sua iconografia consueta, legata alla tradizione devozionale del gigante che trasportò Gesù Bambino sulle proprie spalle; la figura si appoggia al bastone del viandante, la cui sommità si trasforma in una palma fiorita. Nel registro inferiore, a destra, si riconosce San Francesco, raffigurato di spalle e con le braccia aperte, genuflesso in adorazione della Croce. Spiccano la materia ruvida del saio e le stigmate, con la mano sinistra illuminata al centro della fascia inferiore della scena. Il Santo che, infine, si rivolge verso lo spettatore, resta purtroppo di difficile identificazione, non presentando altri attributi oltre alla palma del martirio.
Il suo gesto porta l’osservatore a dirigere gli occhi verso l’alto e, seguendo il modello dei quattro Santi, a volgersi con la stessa intensità alla meditazione sul sacrificio di Cristo. La sontuosa materia cromatica degli abiti di Crisogono e del Martire in primo piano, così come l’umanissimo aspetto di Cristoforo con i suoi abiti disposti disordinatamente, colpiscono lo sguardo e lo portano a vagare tra gli atteggiamenti dei Santi. Gesù, unica presenza nel registro superiore del dipinto, è reso con un tono schiarito, quasi argenteo, e con una luminosità che contrasta con l’aspetto cupo dello sfondo, il cui tono plumbeo pare accordarsi con la drammaticità della scena, quasi come se il paesaggio stesso volesse partecipare al dolore di Cristo. Nello stesso tempo, tuttavia, alcuni raggi di sole riescono ad attraversare la densità delle nubi ed accendere leggeri bagliori nel villaggio in lontananza, dove chiazze di azzurro rivelano la promessa di un nuovo cielo sereno. È la stessa luminosità che, intensa ed improvvisa, si addensa nel perizoma di Cristo, segno concreto di una luce destinata a squarciare le tenebre.